Signor ministro, il 4 novembre lei è intervenuto su Raiuno in occasione della Giornata delle Forze Armate. Mi permetta, anzitutto, di esprimerle il mio apprezzamento per essersi esibito col suo solito invidiabile autocontrollo, che le permette di mantenere sempre i modi e le parole a un livello di pacatezza espressiva e di proprietà linguistica che ci si aspetterebbe di trovare soltanto in un monaco zen o in maggiordomo inglese. E di ringraziarla perché, dopo essersi già rivolto a me con moderazione e gentilezza il 1 ottobre a Porta a Porta con un raffinato “lei fa schifo!”, mi ha anche difeso a La vita in diretta dal “pubblico in studio che voleva linciare quella specie di professore che si chiama Odofredi, che non ha nessun titolo scientifico per essere un esperto di religione e va in tutte le trasmissioni”. Limitandosi giustamente a citare in trasmissione le Forze Armate per pochi secondi, lei ha raggiunto un doppio e meritorio scopo. Da un lato, ha evitato di trasformare in un vuoto e retorico omaggio il ricordo dei giovani militari costretti a morire all’estero in sedicenti “missioni di pace”. E dall’altro lato, ha potuto concentrarsi sulla difesa del nostro Stato dal proditorio attacco che gli era appena stato sferrato dalla Corte europea, osservando pacatamente: “Possono morire, ma il crocifisso resterà in tutte le aule delle scuole. Possono morire, loro e quei finti organismi internazionali”. I giudici che hanno emanato quella sentenza avevano infatti avuto l’ardire di ingerire nelle nostre faccende di casa, arrivando persino a ricordare che l’ostensione dei crocifissi è un retaggio del fascismo. Continua a leggere
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Umberto Veronesi credo non abbia bisogno di presentazioni: è un grandissimo italiano che ha lavorato con trasparenza e modestia alla lota contro il cancro. Nella sua vita ha avuto anche l’inconbenza di fare il ministro della salute e francamente al cospetto di tale attuale squallore brilla di una luce celeste. GRAZIE UMBERTO !!!!! Dalla repubblica del 6 Novembre 2009
QUELLA LUNGA BATTAGLIA CONTRO L’INNOMINABILE di Umberto Veronesi
Guarire di cancro si può, lo sappiamo. Ora la domanda è cosa significa e per chi vale la guarigione. Non è un dettaglio. Quando parliamo di malattia ogni singola parola conta, ogni sfumatura ha un senso per tracciare il confine fra realtà e speranza. La realtà è che oggi guariscono piu´ della metà dei malati di tumore, e per guarigione intendiamo un periodo significativo (diciamo decine di anni, perché il “per sempre” è una definizione che non appartiene alla scienza) di buona qualità di vita. Penso che questo sia un nuovo punto importante del principio del guarire : nel valutare la vita senza malattia c´è un “quanto”, ma c´è anche un “come”. E in questo come, ci sono i progressi più straordinari della ricerca oncologica. A volte si tratta di contenere il più possibile la malattia, renderla cronica, compatibile con una vita normale, guadagnando tempo per le nuove cure, che nel frattempo la ricerca troverà. In alcuni casi si tratta di guadagnare giorni per capire se il tumore ha un tallone d´Achille, un punto debole inaspettato che lo può rendere vulnerabile alle nostre cure. Andrebbe subito chiarito che parlare di guaribilità del “cancro”, è una sorta di convenzione. Sotto questo nome la scienza ha riunito infatti almeno cento malattie diverse, che hanno manifestazioni comuni o simili, e che soprattutto hanno la stessa origine ( un danno al DNA) , per poterle studiare più facilmente. Continua a leggere
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Carlo Vaccari è una mia recente fortuita conoscenza, ma è una fonte inesauribile di immaginazione ed improvvisazione e per uno che fa di mestriere il responsabile del Servizio sviluppo software dell’ISTAT non è poca cosa come potrete capire. Ebbene Carlo ha uno stupendo blog dove giorni fa mi sono imbattuto con questa splendida poesia di Borges che gli rubo e vi presento :
Col tempo
si impara l’impercettibile differenza
tra il tenere una mano
e incatenare un’anima.
Si impara
che amore non significa andare a letto
e che compagnia non significa sicurezza.
Si incomincia a capire…
che i baci non sono contratti
e i regali non sono promesse.
Si cominciano ad accettare i propri fallimenti
guardandoli… con occhi sinceri..
Si impara a costruire
la propria strada sul presente
perché il terreno del domani
è troppo incerto per fare progetti
e il futuro cade sempre
prima che l’altra metà sia cominciata. Continua a leggere
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Un azienda tiene mediamente nel suo conto in banca tra i 70.000 ed i 90.000 nel 2007 e nel 2008. Causa recessione e per pagare gli stipendi in un mese del 2009 chiede uno sconto su 32.000 euro di fatture. Gli verrà concesso solo con garanzie date in proprio . ( Ma … il direttore di filiale allora lo faccio anche io )- Un cittadino chiede alla banca di poter avere dal suo conto corrente un prelievo di 5500 euro con 11 biglietti da 500. L’operazione viene regolarmente effettuata e solo dopo si sa che non ci sono fogli da 500 per cui il cittadino deve andarsene con un mattone di fogli da 50 euro ( neanche uno da 100).
ORA SI DA IL CASO CHE LA BANCA SIA LA STESSA (BANCA MARCHE) ED ORA IO MI DOMANDO : SE I SOLDI NON LI PRESTA E SE NON HA PEZZATURE ALLORA CHE CI STA A FARE ?
Final Consideration
Le banche sono da sempre state strumenti dei padroni e dei ricchi e nella mia testolina malata pensavo che globalizzazione, conti online borsellini elettronici e bancomat l l’avessero portata a livello più popolare …. Ma voi pensate che sarebbe stato mai rifiutato un castelletto alla Famiglia Merloni o ai Della Valle o all’ex presidente di Confindustria ERCOLI. C’e la crisi ebbene chi la paga ? Il cittadino ed il piccolo imprenditore… Agnelli, Marcegaglia Merloni se vanno male ci pensiamo noi. Vero SPACCA ?
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Domenica 18 ottobre mi sono inbattuto in vari articoli di Repubblica che avevano come tema lo strozzinaggio perpretato dalle banche verso i piccoli imprenditori. Non è uno spettacolo piacevole laddove i grandi ed illuminati gruppi industriali italiani con FIAT e Indesit in testa hanno preso sempre soldi a pine mani e dai contribuenti e dai più potenti gruppi bancari italiani. Queso è quello che sta producendo la crisi di cui molto poco si parla che risulta essere deletereo. Ecco comunque qua !!!! e buona lettura ……………..
DOMENICA, 18 OTTOBRE 2009
“Ti negano mille euro, salta l´affare” quando è guerra tra banche e aziende
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