Il Premio Nobel per la Pace 2006 viene dal Bangladesh, uno dei paesi più disastrati del pianeta, vittima di frequenti alluvioni, cicloni e carestie. Muhammad Yunus, 66 anni, il «banchiere dei poveri», ha ottenuto ieri il prestigioso riconoscimento ex equo con lo speciale istituto di credito da lui creato a metà degli anni `70, la Grameen Bank, che in lingua bengalese vuol dire banca di villaggio. «Per lo speciale sforzo di creare uno sviluppo economico e sociale dal basso», è scritto nella motivazione degli accademici di Oslo che lo hanno preferito a benefattori come la star Bono e a politici come il presidente indonesiano Susilo Yudhoyono, artefice del cessate il fuoco a Banda Aceh, o l´ex ministro australiano Gareth Evans, fondatore del Gruppo di Crisi Internazionale e leader pacifista.
Yunus è capo della facoltà di Economia dell´Università di Chittagong, e proprio passeggiando tra i ghetti rurali attorno al campus dove iniziò a insegnare nel 1972 al suo ritorno dagli Stati Uniti scoprì che sarebbero bastati dei piccoli prestiti mirati di pochi dollari per permettere a contadini poverissimi e perfino a mendicanti che non avevano mai messo piede in una banca di avviare una piccola attività economica e rimborsare i soldi senza restare vittime e schiavi degli usurai. I primi soldi andarono a una donna che costruiva sgabelli di bambù e da allora il suo sistema di microcredito è stato adottato in decine di paesi in via di sviluppo, mentre la sua Grameen ha già raggiunto i 6 milioni e mezzo di clienti - debitori dei quali il 97 per cento sono donne, con 2000 filiali distribuite in 70mila villaggi del Bangladesh.
Che cosa abbia a che fare con la pace l´attività del banchiere dei diseredati lo spiega la motivazione del Comitato norvegese: «Una pace duratura non può essere ottenuta finché larghi strati di popolazione non troveranno il modo per alleviare la loro condizione di povertà - è scritto - Il microcredito è uno di questi. Lo sviluppo dal basso aiuta a far crescere la democrazia e i diritti umani». Yunus, già insignito in passato di numerosi riconoscimenti, ha accolto la notizia nella sua casa della capitale Dakha, dove lo hanno raggiunto amici, colleghi e una folla di cittadini esultanti. «Sono così felice, ma così felice - è stata la sua prima reazione - è davvero una grande notizia per l´intera nazione. Abbiamo ottenuto così tanti aiuti dagli altri e ora siamo stati capaci di restituire qualcosa al mondo». Yunus ha spiegato che «ora il Bangladesh deve rimuovere la povertà dal Paese e aumentare gli sforzi per alleviare quella degli altri».
La sua filosofia che ha ribaltato il principio del credito commerciale («nell´etimologia del verbo latino credere, avere fiducia», ha detto) è stata indicata dal Comitato del Nobel come «efficace strumento e catalizzatore dello sviluppo socio economico dei poveri tagliati fuori dal sistema bancario sulla base del fatto che non hanno soldi e dunque non sono affidabili». Sono passati trent´anni da quando Yunus ha avviato i suoi primi esperimenti, sintetizzati oggi da un dato inconfutabile: il 99 per cento dei prestiti viene regolarmente restituito. Il neo Nobel ha dichiarato che i soldi del premio - un milione e 100mila euro - andranno a un progetto di produzione di cibo altamente nutritivo per i poveri studiato dalla Grameen bank e dalla Danone, un ospedale oculistico in Bangladesh, impianti per l´acqua potabile e strutture sanitarie.
Il Nobel per la pace a Yunus è il “banchiere dei poveri”
Ottobre 16, 2006 di alby