Democristianamente vostro …… cioè l’arte di non prendere mai posizione
Aprile 19, 2007 di alby
L’oggetto riguarda la discarica di Camerino sede di una prestigiosa ed antica università. Tutto inizia quando un ricercatore manda questa mail :
Buongiorno.Venerdi’ 20 aprile, alle 21:15 al Centro Sociale Vallicelle, Camerino,
si terra’ un incontro pubblico informativo sulla discarica di Paterno,
localita’ a 2.750 metri dal centro storico.Partecipera’ l’Amministrazione Comunale (Sindaco e vari Assessori),
la quale ha notificato l’intenzione di intervenire sul tema.La domanda sorge spontanea: che cosa pensa UNICAM?Cordiali saluti,
Renato Vitolo
Prima risposta
Caro Renato, cari e care tutti, credo sia opportuno che tutti ricordiamo, pena cadere nella demagogia che
mal si addice ad un’Istituzione che è sede primaria della ricerca, che
esistono ruoli istituzionali e che non si può confondere tutto, ed in
particolare le idee della pubblica opinione, in un indistinto marasma.
La democrazia si basa, in Italia, sulla forma rappresentativa, con alcuni
strumenti ‘eccezionali’ di consultazione diretta, che sono i referendum.
L’Università non è organo di rappresentanza politica ed è ferocemente
orgogliosa della propria autonomia dalla politica (che, naturalmente, non
vuol dire isolamento rispetto alla società civile). L’Università dev’essere
però altrettanto rispettosa dell’autonomia altrui, in particolare di quella
dei rappresentanti del popolo, legittimamente eletti.
Noi crediamo (io credo) nel ruolo dell’Università come ricchezza del
territorio, in quanto prezioso serbatoio di competenze. Se i rappresentanti
eletti della comunità, o la comunità stessa attraverso istanze che siano in
qualche modo legittimate a rappresentarla, si rivolgeranno all’Università
per attingere a questo serbatoio e raccoglierne documentati, argomentati e
fondati pareri, l’Università, come sempre, non si tirerà indietro.
Qualunque altra azione rappresenterebbe un’indebita ed intollerabile
ingerenza.
Naturalmente, i singoli appartenenti all’Istituzione, in quanto, prima di
tutto, cittadini e cittadine, sono totalmente liberi di assumere le
posizioni che ritengono più giuste in tutte le vicende che riguardano la
vita della Città.
Con un caro saluto
Fulvio Esposito Rettore UNICAM
In questo momento interviene un altro ricercatore :
Caro Fulvio Esposito,
- permettimi di dissentire su di un punto fondamentale: l’Università (ed in particolare quella di Camerino) è, a pieno diritto (come qualsiasi altro ente pubblico o privato), coinvolta nella Politica intesa nel senso vero(etimologico) della parola “Governo della Polis (città)” , il che è ben diverso dal dire che è coinvolta nel gioco dei partiti, che lasciamo volentieri ad altre istituzioni.
- “L’Università è sede primaria della ricerca”: su questo concordo appieno, ed è proprio nel connubio tra ricerca e realtà locale che il nostro Ateneo, nella tua persona, ha stilato un protocollo d’ intenti con la Provincia di Macerata per l’attuazione di comuni iniziative dirette all’attuazione dei principi contenuti nella Convenzione Europea del Paesaggio. I.E (Proposta n. 117, Atto n. 113, Macerata, li 27 febbraio 2007) in cui si legge che:
“ Omissis…. Considerato che, ai sensi dell’art.7 del proprio Statuto, la Provincia di Macerata assume la salvaguardia e l’armonica valorizzazione dell’ambiente e del territorio nonché lo sviluppo sostenibile, quali obiettivi primari della propria azione amministrativa, promuovendo una migliore qualità della vita come valore primario e condizione necessaria per un’efficace tutela della salute, diritto fondamentale dell’individuo e interesse prioritario della collettività………….. la Provincia di Macerata e l’Università degli studi di Camerino intendono sottoscrivere un protocollo d’intesa mirante alla ideazione e realizzazione di progetti di comune interesse e competenza finalizzati alla conoscenza, valorizzazione e trasformazione del paesaggio, nonché alla sensibilizzazione delle popolazioni e alla formazione dei rappresentanti politici, nonché dei tecnici e dei responsabili dei servizi di pianificazione e gestione del territorio a livello provinciale e locale ;…………..Si propone, pertanto, di deliberare quanto segue: 1) Approvare l’adesione della Provincia di Macerata al protocollo d’intenti con l’Università degli studi di Camerino per l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio ………..”
3. “Noi crediamo (io credo) nel ruolo dell’Università come ricchezza del territorio, in quanto prezioso serbatoio di competenze”: anch’io. Ed è proprio per questo, e per gli impegni presi col suddetto accordo, che abbiamo il diritto, o meglio il dovere, di prendere una posizione ufficiale verso un’iniziativa intesa a trasformare uno dei più bei luoghi di Camerino (la valle del Palente) in un immondezzaio; a meno che nel nostro “prezioso serbatoio di competenze” non ci sia qualche collega che riesca a dimostrare che il biogas fa bene alla salute dei cittadini (prima di pronunciarsi lo inviterei, però, a leggere il documento prodotto dall’ARPAM di Camerino sullo “Stato di salute di popolazioni residenti in aree prossime ad impianti di smaltimento di rifiuti solidi urbani, che allego alla presente).
Tutto questo, credimi, non è né demagogia né, tanto meno, mancanza di rispetto verso l’ autonomia altrui, in particolare di quella dei rappresentanti del popolo, legittimamente eletti, ma senso civico. Peraltro voglio precisare che nessuna accusa è mossa a questa amministrazione, la quale ha solo ricevuto un “eredità puzzolente” da quelle precedenti, essendo la discarica un problema che si trascina da anni, quindi trasversale a tante amministrazioni.
3. Anche se volessimo restare “apolitici” (che tradotto in “soldoni” vorrebbe dire: non occuparsi dei problemi della città e della cittadinanza, rinnegando gli impegni precedentemente assunti nei loro riguardi) c’è un altro aspetto più “materiale”, ovvero dobbiamo porci la seguente domanda: l’Ateneo risulterebbe danneggiato da questa iniziativa o no? Io credo che l’Università stia investendo molti soldi (dei cittadini) per potenziare strutture che guardano direttamente sulla vallata del Palente e che, in linea d’aria, non disterebbero più di 2,5 km dalla futura discarica. Molti Dipartimenti (tra cui alcuni nuovissimi ancora da innagurare), gli impianti sportivi delle Calvie (con la nuova palastra ancora da terminare), i lavori di ristrutturazione della villa donazione della fondazione Ugo Betti (300 metri dalla discarica), sarebbero pervasi da un salubre odore di uova marce, perché quando tira vento (e ti assicuro che da quelle parti non è un fatto così raro) il biogas si disperde in un raggio di 5-7 km (provare per credere, andate dove ci sono delle discariche e vi accorgerete se questa è demagogia o no). Dato che non credo che nessuno possa dimostrare che il biogas aumenta le potenzialità intellettive né quelle atletiche, ne deduco che tutto questo si tradurrebbe in un danno. A questo punto sono tentato di ripetermi dicendo che “l’orizzonte in più” (famoso slogan su cui si basava la campagna del nostro Ateneo per attirare nuovi studenti) rischia di diventare una “finestra sulla discarica”. Potremmo pensare allora ad un nuovo slogan “pochi ma puzzolenti”, ma non credo faccia lo stesso effetto. Se quindi, com’è prevedibile, il nostro Ateneo potrebbe subire un danno da questa iniziativa, non vedo perché non debba pronunciarsi ufficialmente in piena autonomia e senza condizionamenti né dall’una né dall’altra parte.
Scusa questo mio “sfogo ironico” che non vuole essere irrispettoso delle Istituzioni né Amministrative, né Universitarie.
Tengo infine a precisare che questa mia lettera è frutto soltanto di riflessioni personali, di un libero pensatore, residente al momento (ovvero finché si potrà respirare aria salubre) a Camerino.
Alessandro Valbonesi
Ed a questo punto arriva la risposta puntuale….. !!!!!!
Mi fa piacere che il nostro ‘forum’ finalmente si animi, ma non vorrei ammorbarlo con ripetuti interventi degli stessi interlocutori che ripetono ossessivamente il proprio punto di vista (in questo caso sarei io).
Quindi intervengo per la seconda ed ultima volta, solo per evitare che qualcuno pensi che ‘chi tace, acconsente’ (dunque, mie eventuali future mancate risposte non dovranno essere interpretate come silenzio-assenso).
Il ruolo che l’Università di Camerino ha scelto di avere promuovendo l’adesione alla Convenzione Europea del Paesaggio è naturalmente quello che istituzionalmente le compete. Non è casuale che, “per l’attuazione di comuni iniziative ecc.”, UNICAM abbia sottoscritto un protocollo d’intesa con le Province di MC ed AP, proprio a significare i ruoli diversi che spettano a chi fa ricerca & formazione ed a chi amministra e rappresenta la comunità dei cittadini e delle cittadine.
Diffido e provo un certo timore nei confronti di chi ha una visione integralista/totalizzante dell’istituzione onnifacente ed onnipotente.
L’Università è qui, presente e viva, pronta a rispondere a chiunque abbia a porle domande, ad esprimerle inquietudini. Indisponibile a strumentalizzare ed a farsi strumentalizzare, ora e sempre.
A ciascuno il suo ruolo, questo ci insegna quell’intramontabile guida alla vita civile che è la Costituzione della Repubblica Italiana.
Fulvio Esposito Rettore UNICAM
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