Mercoledì 6 giugno il grandissimo Corrado Augias rispondendo ad una lettera su repubblica che faceva l’elogio della pensione scrive queste cose
Più che una lettera a un giornale questo è un manifesto per l’impiego della terza età. Vorrei commentarlo alla luce di un paio di testi che conosco. Cicerone nel famoso ‘De Senectute’ scrive: «Le ragioni per cui la vecchiaia sembra infelice si riducono a quattro: la prima è che distoglie dalla vita attiva, la seconda che indebolisce il corpo, la terza che priva di quasi tutti i piaceri, la quarta che non è molto lontana dalla morte».
Direi che duemila anni dopo solo la quarta ragione è rimasta la stessa. Ma con una variante sulla quale torno tra un attimo.
Scriveva Montaigne a proposito di Socrate: «Non c’è cosa più notevole in Socrate del fatto che, ormai vecchio, trovasse il tempo per farsi insegnare a ballare e a suonare strumenti». E qui siamo nello stesso spirito della lettera. La sola verità rimasta, dicevo, è che la vecchiaia è anche il tempo d’avvicinamento all’esito fatale. A proposito del quale, in barba a tutti coloro che ci vorrebbero costringere ad un’eventuale dolorosa attesa, si può ripetere con gli stoici: non la morte è da temere, semmai i suoi preliminari che possono essere lunghi e fastidiosi. Ma anche a quelli possiamo imporre obbedienza. Basta, ancora una volta, animo sufficiente a volerlo fare.