MACERATA – Genericamente si chiamano costi della politica e la definizione può non piacere, specialmente ai diretti interessati ed il riferimento è aicosti che la collettività sopporta per il funzionamento dei vertici politici, presidenze e consiglio di amministrazioni.
Va anche aggiunto che non si tratta di un giudizio, di una classifica tra chispende di più o di meno e di chi lo fa meglio: è giusto un elenco peraltro parziale visto che non tutti gli Enti sono poi così tanto trasparenti.
C’è un fattore che va evidenziato: chi si occupa di assistenza sociale spesso lo fa a costo zero per la collettività impegnando tempo, risorse proprie e professionalità come accade a Recanati e a Macerata per limitarsi a due esempi.
Giuseppe FogliaIl Cosmari costa circa 180 mila euro lordi annui per il Cda: 41 mila al presidente Fabio Eusebi, 21 mila al vice L’Ato 3: 30 mila euro al presidente Antonio Secchiari, 14 mila al vice Sergio Corvaro, 9.600 ai consiglieri Roberto Martelli e Massimo Palazzesi. Acom: 8mila euro alla presidente Fiorella Tombolini, 6 mila al vice Nicola Colonna, 4 mila ai consiglieri Sauro Pigliapoco, Claudio Acquaroli e Gianluca Valentini. Assm di Tolentino: 14 mila euro al presidente Sandro Feliziani, 7 mila al vice Paola Santoncini, seimila ai consiglieri Aldo Birrozzi, Fabio Ceccarani e Nando Ottavi. Assem di San Severino: 12 mila euro al presidente Massimo Federici. Contram di Camerino: 24 mila euro al presidente Stefano Belardinelli, 4 mila ai consiglieri Cataldo Modesti e Fabrizio Cambriani. Contram Reti: seimila euro all’amministratore Stefano Belardinelli. Morrovalle Ambiente: 18 mila euro al presidente Cesare Piergentili, 9 mila al vice Alberico Torresi. Task srl: 17 mila euro all’amministratore Luca Cerquetella. Rinascita e Sviluppo: 12 mila euro all’amministratrice Graziella Gattafoni. Gal Sibilla: nulla al presidente Luciano Ramadori che – spiega la Comunità Montana di Camerino – viene pagato essendo il responsabile amministrativo della società.