HO PRESO DIVERSI PEZZI DI REPUBBLICA DEL 27 MARZO 2009
Berlusconi: i parlamentari fanno solo numero. Fini: non irridere le istituzioni
Sì del Senato, il medico non sarà obbligato a tenere conto della volontà del malato. Il Pd: è un tradimento. Esultano i vescovi
ROMA – I medici non saranno obbligati a tenero conto della volontà espressa dal malato nel testamento biologico. Così dispone la norma approvata ieri al Senato, che di fatto affossa la legge sul fine vita. Un voto salutato con favore dai vescovi e criticato dal Partito democratico: è un tradimento. Il premier Silvio Berlusconi, intanto, torna all´attacco del Parlamento: «Deputati e senatori sono lì solo per fare numero», dice. La replica di Fini: «Non si irridano le istituzioni».
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Veronesi: “Non ho voluto assistere a quel voto, ma conto di poter ancora dare un qualche apporto”
“Che delusione il Parlamento calpesta i diritti scritti nella Carta”
Ci misuriamo con quella che Cavour 150 anni fa chiamava dittatura parlamentare
Per ora resto al gruppo, non mi scandalizza il dibattito interno al Pd, i cattolici hanno seguito le proprie inclinazioni
ROMA – Professore Umberto Veronesi, la sua assenza al Senato nel giorno cruciale sul testamento non è passata inosservata.
«Un´assenza voluta, non casuale. Non ho voluto assistere impotente alla celebrazione di una legge che è antidemocratica, perché limita la libertà dei cittadini, antistorica, perché tutto il resto del mondo civile va in direzione opposta, infine incostituzionale, perché calpesta il diritto di decidere della propria vita. Hanno approvato una legge contro il testamento biologico».
Eppure fino a qualche giorno fa lei era in aula, è intervenuto, si è infervorato.
«Sì, ma mi sono reso conto di essere vox clamans nel deserto. Sono un po´ deluso, ero entrato in Parlamento con la speranza di dare il mio contributo anche in forza dell´esperienza di una vita, trascorsa al fianco di chi soffre e muore. Quando mi dicono “che ci rimani a fare al Senato”, qualche dubbio in effetti mi viene. Ma resto fiducioso e conto di dare ancora qualche apporto. Anche se l´impressione che ho avuto, nei tre giorni di sofferenza che mi sono imposto in aula, è stata che la legge fosse completamente blindata».
In effetti, non siete riusciti a far passare alcun emendamento.
«Ci misuriamo con quella che Cavour, 150 anni fa, chiamava una dittatura parlamentare. Se la maggioranza si blinda e non accetta alcuno degli emendamenti della minoranza, allora il Parlamento perde gran parte della sua funzione».
La soddisfa la linea tenuta dal suo gruppo, il Pd, in tutta questa partita? In ultimo due senatori hanno votato a favore.
«Non sono iscritto ad alcun partito, la mia libertà di pensiero mi impedisce di esserlo. E non mi iscriverò al Pd. Ho accettato di aderire al gruppo perché sono nato e cresciuto e morirò di sinistra, dalla parte dei poveri, degli ultimi. Resto al gruppo, almeno per adesso».
Detto questo, i cattolici che si sono distinti dal resto del Pd?
«Hanno seguito le proprie inclinazioni. È giusto che in Parlamento si possa discutere, non mi scandalizza il dibattito interno al Pd. Piuttosto la chiusura della maggioranza».
Da laico lamenta invece l´ingerenza della Chiesa.
«Da uomo di scienza, piuttosto. Il termine bioetica era nato perché, come sosteneva il suo inventore, Von Potter, l´etica medica deve ispirarsi alla natura e deve trattenersi dall´invadere e abbattere i limiti naturali della vita. Era un presupposto accettato anche dalla Chiesa, che oggi invece smentisce se stessa plaudendo a una legge che va contro la morte naturale».
E adesso? Referendum?
Intanto, penso che il presidente della Repubblica avrà qualche dubbio sulla costituzionalità della norma. L´autodeterminazione è alla base della Costituzione. Ma penso che anche la Corte costituzionale avrà dei rilievi. Certo, il referendum resta l´ultima spiaggia. A me sembra più utile e pratico seguire un´altra via, nell´immediato».
Quale?
«Lancio un vero appello agli italiani. Scrivete il vostro testamento biologico prima che questa legge che lo vanifica entri in vigore. Depositatelo dal medico o da un avvocato o da un notaio, nominando un fiduciario. All´occorrenza, un buon magistrato potrà farlo valere. E i medici, com´è loro dovere deontologico, potrebbero decidere di dar seguito alla volontà del paziente. Io l´ho fatto. Avrà un senso se lo faremo in tanti».